Proprio ieri una mia amica, tale F. Filipponi o Francesca F., mi ha “taggato” (termine orrendo ma è così!), in/su/qualsiasi preposizione si possa mettere al verbo “taggare” questo video.

Questo tizio riproduce immagini, Joker nell’esempio, utilizzando le facce di “tanti” cubi di Rubik. Una Rubik’s Matrix

All’inizio l’ho reputato un genio, un allienato, un uomo con un potere superiore; poi, riflettendo meglio, la mia stima verso i suoi superpoteri e la sua persona è andata un po’ a sfumare, non che sia stata persa completamente, ma ho capito che le sue doti non erano così sorprendenti, eccezion fatta per la pazienza ovviamente!

Infatti, mi sono ricordato di un altro video, sempre reperito dal “tubo”, in cui, un altro tizio, riproduce un’altra immagine, la Gioconda (nota anche come Monna Lisa), utilizzando un altro metodo: le tessere del Domino…

Anche qui la pazienza è da ammirare non poco, ma, non in questo video, mi ricordo che il tizio (da adesso lo chiameremo “Caio”!), Caio ripropose il metodo utillizato che trovai abbastanza semplice da replicare.

Praticamente basta segliere l’immagine da riprodurre (ovviamente!) e darla in pasto a Photoshop (o a qualsiasi altro software di manipolazione d’immagine) con due semplici passaggi: riduzione del numero dei colori e riduzione del numero di pixel.

Il primo punto è semplice, una qualsiasi immagine digitale è composta da un numero ben preciso di “punti”, pixel per la precisione, ognuno di un colore diverso (colore racchiuso nello spazio dei colori utilizzato, ma questa è una parentesi troppo lunga da aprire!). Possono essere milioni, come poche centinaia, come… tho’… 6, si 6 come i colori delle facce (o delle facce stesse, come volete!) di un cubo! Infatti se noi diciamo a Photoshop che la nostra immagine deve avere 6 colori, lui ce la restituisce in 6 colori o in tanti quanti i colori delle tessere a nostra disposizione.

Primo punto chiuso…

Il secondo punto, forse è ancora più semplice da capire e da ottenere. Infatti ora dobbiamo solo capire quanta pazienza, quanti cubi o tessere a disposizione abbiamo e quanto grande vogliamo fare la nostra “opera d’arte”. In poche parole ad ogni pixel facciamo corrispondere una delle nove “sotto-facce” della faccia del cubo di Rubik (Eh? Si capisce?) o una tessere del domino. Per esempio Tizio (quello del cubo, altrimenti avrei detto Caio, notate la “T” maiuscola!) ha usato 16 cubi sul lato verticale e 21 sull’orizzontale (Si! Gli ho contati io… E si! Ho perso del tempo anche a fare questo…) per 3 (16*3=48, 21*3=63), ha praticamente lavorato su un’immagine modificata a 63×48 pixel. Stesso procedimento da applicare anche alle tessere del Domino.

Ora, immagine alla mano, sistemiamo le tessere o i cubi copiando paro paro il risultato di Photoshop… Il gioco è fatto! Semplice e pulito, ma decisamente stressante! 😀

P.S.: per chi non avesse avuto molto a che fare con il cubo di Rubik, posso dire che sistemare i colori di una faccia a proprio piacimento, è più semplice di quello che si pensi… Rimediare 336 cubi forse è un po’ più complicato! 😉

P.P.S.: grazie ancora alla Filipponi!