Immagino che ormai tutti conoscano le tastiere cosidette QWERTY, e altrettanti sapranno che tale nome è dato leggendo, in ordine di disposizione, le sue prime sei lettere. Nonostante sia uno standard de facto, vista la sua impressionante diffusione, esistono altri “concepts” di tastiere alfanumeriche. Oggi, per esempio, si festeggia il compleanno (presa come “data di nascita” quella del brevetto: 12 Maggio 1936!) della tastiera denominata DVORAK, dal suo inventore August Dvorak. Questa tastiera, a differenza della sua sorella maggiore QWERTY, è più giovane, appunto, e al passo con la tecnologia.

La QWERTY (fa molto strano chiamare una tastiera per “nome”!), è nata con un approccio più meccanico che razionale, infatti, la disposizione delle lettere sulla tastiera è stata concepita per evitare che i martelletti delle macchine da scrivere (voglio vedere quanti di voi abbiano mai scritto con una di queste diavolerie! Posso vantarmi di aver perso tale verginità con un Olivetti!) si toccassero durante la battitura riducendo così le possibili rotture o i fastidiosi inceppamenti con relativo sblocco manuale.

La tastiera DVORAK, invece, parte dal presupposto di distribuire le lettere per velocizzare la scrittura (fregandosene completamente dei poveri martelletti!). Per esempio, le vocali occupano i primi 5 tasti della riga centrale, in modo da poter alternare le battute con la mano destra e le lettere più usate sono disposte al centro, l’una vicino l’altra, per ridurre il movimento delle dita.

Pare, attenzione “pare”, che questo tipo di tastiera abbia un rendimento del 10/15% superiore alla QWERTY, nonostante non vi siano studi che lo accertino?! (La cosa mi fa molto ridere – come la frase: “[…]forza centrifuga[…]” – come si può stimare un rendimento senza… stime? Boh!).

Solo a titolo informativo, esistono anche le tastiere: ABCDEF, AZERTY, C’HWERTY, GKOS, XPeRT (trovate maggiori dettagli qui).