Circa un anno fa (anche qualcosa di più!) ho partecipato ad un corso sulla postproduzione digitale presso l’associazione “Aim GIOSEF”. Il “sensei”, tale Matteo Carnevali, aka Macebio, inziò il corso facendoci vedere delle vecchie foto storiche, ponendo l’attenzione sul prima e dopo la postproduzione.

Parliamo di foto risalenti anche agli anni ’30, dove Stalin, o dopo ancora, Mussolini, in base alle proprie alleanze, magheggi politici e amicizie tattiche, ordinavano a dei “maestri d’arte” di rimuovere o aggiungere soggetti alla foto.

Immaginate la mole di lavoro senza l’ausilio informatico.

In pratica dovevano letteralmente ridipingere il negativo.

Ora, finché si tratta di lavori personali o amatoriali non c’è neanche una certa fretta o pressione, sul lavoro, ma se, come in questi casi, i committenti erano Fidel Castro o il già citato Mussolini, le ansie da prestazione potevano diventare un bel problema, non credo che il dialogo “amichevole” con determinati soggetti sia plausibile.

Questo ne è un esempio (ci tengo a ri-sottolineare che eravamo intorno gli anni ’30!):

Stalin, prima senza un suo nemico, dopo con un suo amico

Altri raffronti potrete trovarli in questo articolo.